Potere alla connessione

Potere alla connessione

Siamo connessi. Ormai questa è una frase che è entrata nel nostro parlar quotidiano: i social ci  connettono costantemente, permettendoci di essere a Bali o a New York, in compagnia di un amico che abita lontano o di un fidanzato in viaggio per lavoro comodamente dal nostro divano di casa.  Nonostante ci siano ancora – e non cesseranno di certo a breve – discussioni e riflessioni circa la  salubrità di un mondo iper-connesso, lasciatemi fare, ancora una volta, la voce fuori dal coro. 

Che bellezza essere connessi!
Ovviamente, come da programma, mi premuro di portare delle prove a carico di ciò che dico – non amo discutere di temi controversi senza avere per le maniche un buon numero di assi. Lasciatemi quindi raccontare del mio percorso con #FuoriFumo, il nostro canale YouTube. Mese dopo mese, intervista dopo intervista, mi sono resa conto di quanto intenso possa  essere scoprire e disvelare il percorso di chi ha deciso di intraprendere una carriera artistica, qualsiasi essa sia. 

Ho avuto il piacere di intervistare scrittori, editor, curatori museali, studenti di beni culturali; un progettista culturale, slammer e performer. Ogni weekend mi ritrovavo a registrare le puntate, nonostante la fatica della settimana lavorativa, nonostante molte volte mi guardassi allo specchio e mi vedessi svuotata, e ne uscivo nutrita. Nutrita di energia, di voglia di fare, di storie, di vita. E mi sciocca pensare che senza una connessione internet, non sarebbe stato possibile tutto questo. Non mi sarebbe stato possibile conoscere anche virtualmente persone, voci e pensieri nuovi.

Sarebbe più romantico incontrare e scambiarsi pezzi di vita con altre persone durante presentazioni  di libri, soirée e vernissage? Sì, non lo nego. Ma è possibile poterlo fare quando ancora di eventi se ne organizzano sempre meno, lavori in un altro settore e vivi all’estero? Forse è necessario fare un  bagno di realtà.

Intervistare, creare legami, creare collaborazioni, conoscere il talento spropositato di persone che no, non hanno più voglia di avere paura, mi fa sentire un po’ come Superman, anzi SuperWoman.

Come Clark Kent durante la giornata nascondo, a volte reprimo, questa urgenza comunicativa e culturale a favore di ciò che per ora mi permette di avere un’indipendenza. Ma poi scrivere, mettermi a nudo, imparare: ecco che SuperWoman finalmente torna alla carica!

Attendo il funerale di Clark Kent con impazienza. Attendo con indomito fervore il momento in cui  potrò essere supereroina a tempo pieno. 

Per il momento, non posso altro che dire: potere alla connessione.  

Che i legami intrecciati finora diventino radici con cui il nostro albero artistico possa crescere sano e forte.

10 maggio 2022 | Chiara Lopresti