Siamo universi che si scontrano

Siamo universi che si scontrano

Intervista a Michele Piramide, poeta, autore della raccolta «Ladro di poesia», e artista a tutto tondo... come piace a noi

Una delle annose questioni sulla poesia contemporanea è se alcune sue forme, come ad esempio l’Instapoetry (noi ne parliamo in questo articolo) possano essere considerate effettivamente poesia: qual è la tua posizione in merito? Qual è il metro che usi per distinguere ciò che è poesia e ciò che non lo è? Trovi che sia importante dare dei “limiti” al genere, oppure no?

Diciamo che la mia posizione in merito è quella di non avere una posizione.
Mi spiego meglio: penso che la poesia sia un linguaggio estremamente attuale. Ha, come pochi altri mezzi di espressione artistica, la capacità di racchiudere interi universi in concise strofe che, ruvide, dirette, in qualche modo mettono a nudo la nostra anima e sussurrano dolcemente alle corde del nostro cuore.
Non credo quindi che ci sia un canone da seguire. Io stesso ho una pagina Instagram (365 giorni di poesia) il cui fine ultimo è la promozione della cultura attraverso dei canali, quelli social, che sono un potente mezzo a volte e troppo spesso svuotati di contenuto.

Le tue poesie uniscono un linguaggio poetico classico (il lessico e la forma sono eleganti e ragionate) e hai mutuato tematiche e personaggi dalla tradizione letteraria e folkloristica (come la mitologia greca, il ciclo arturiano e Pierrot), eppure rivisitate in ottica moderna e personale: con quale criterio hai selezionato i personaggi e le ispirazioni? In che cosa è consistita l’operazione di ammodernamento?

Le mie poesie attingono essenzialmente al bagaglio culturale che porto con me e che per mia fortuna di giorno in giorno diventa sempre più ingombrante. Ma, vi assicuro, è molto bello condividere le proprie giornate con Achille, il conte di Montecristo e Giordano Bruno, per citarne alcuni. Sono compagni e sodali che ovviamente nel mio universo vivono il presente, quindi ogni loro caratteristica primigenia ha subito in qualche modo lo spirito del tempo in cui viviamo, sono loro nello spirito ma io li ho immaginati calati nel 2021.

ad esempio ho voluto rievocare la figura di Masaniello nella maschera di Pulcinella, o far rivivere l'amore tra Lancillotto e Ginevra immaginandoli alle prese con le restrizioni del Covid.

Dal punto di vista creativo come funziona, per te, la composizione di poesie?

L’annosa questione della maieutica artistica, ossia da dove l’autore trova la sua ispirazione e come procede alla stesura? Per me la risposta sta in una giusta via di mezzo tra la propria esigenza di estrinsecare pensieri che a volte sarebbero troppo pesanti da lasciar sepolti in noi e la volontà e la capacità di parlare a quell’immenso flusso artistico che risiede in ognuno di noi. Per vivere abbiamo bisogno di arte – nel mio pensiero è un istinto quasi primordiale; siamo universi che si scontrano e l’artista ha solo l’onore e l’onere di raccontarlo.

Sappiamo che, come noi, credi fortemente nell’idea di arte totale e di commistione tra le varie discipline artistiche; oltre a essere un poeta lavori a testi di prosa e hai un progetto di fotografia in versi: potresti parlarcene?

Mi riallaccio al discorso di prima: l’arte fluisce dentro di noi. Non ci sono categorie, nella mia idea. Cinema, musica, pittura, poesia sono espressioni diverse di un unico bisogno e come tali risultano complementari e non assolute. Il bello dell’arte è la sua naturale libertà, chi siamo noi per porvi barriere? Quindi sì, sto lavorando a un romanzo (che intreccia le biografie di due vagabondi e dei loro viaggi) e con amici fotografi mi sto concentrando anche su un progetto di fotografia in versi che spero un giorno di vedere realizzata. Il concetto qui è molto semplice: dei fotografi associano una foto a tre mie poesie e poi la foto viene ritagliata in modo da generare un gioco che coinvolge il lettore a ricomporre la foto o, se vuole, a riassociare a suo piacimento le poesie per lui più affini. Che cosa si genera? Meta-fotografia, un’immagine che non esiste ma che è colma di poesia e parla il nostro linguaggio artistico.

Quale pensi che sia il valore dell’atto performativo in poesia? Quali sono le attività e le modalità in cui la poesia più facilmente arriva alle persone?

La poesia, ovviamente a mio avviso, colpisce molto di più se recitata, magari insieme a dalla musica o da un attore (sempre riallacciandoci alle arti unite!).
Per questo motivo ho organizzato dei reading a Roma e nel mio paese natale, Cautano. La poesia deve arrivare al cuore delle persone e io me ne farò promotore, e non solo della mia: anzi, il mio fine ultimo è accedere ai cassetti nascosti di tutti quei poeti che hanno paura di aprirlo, a volte.

16 febbraio 2022 | Irina Bordogna