Un po’ di arrosto in questo fumo

Un po' di arrosto in questo fumo

Tutto fumo e niente arrosto, è questo ciò che siamo.

Una coltre di nebbia che appare densa di pensieri e di parole, a volte anche di passione, ma che in realtà cela dentro di sé nient’altro che

                nulla.

A nulla vale infatti l’arte se non è alla mercé dell’altro, a nulla vale l’inclinazione personale, l’anima che sta dietro e che davvero muove il mondo, muove il pensiero, la testa, la mano, il corpo, in una danza continua, un Sabba, un culto orgiastico. Vero?

Sì, non abbiamo dentro di noi neanche un pezzettino di arrosto,

ecco perché è nato Fumo: perché
non è compito nostro difenderci dalle accuse di non avere spazio in questo mondo, né men che meno ci interessa dimostrare di valere qualcosa.

Non siamo noi direttamente a doverlo fare, sono le nostre opere a parlare per noi.

Arti scrittorie e arti visive si intrecciano insieme per dare vita ad
un manifesto che non vuole combattere contro i mulini a vento.

Semplicemente esautora quello che è il suo nome, manifesta quello che siamo e che abbiamo paura di dire a voce alta, artisti, ecco
                                                       cosa.

Non siamo noi a doverci giustificare, lo faranno i nostri tratti di grafite, in qualsiasi forma preferiamo.

Lasciatevi trascinare dalla forza dei vostri desideri, dalla semplicità delle vostre espressioni, dai

testi e dalle opere di chi ha contribuito al primo numero di un progetto che nasce dalla necessità non di farsi apprezzare, né di farsi riconoscere un premio. Solamente dalla necessità di dire

        guarda che ci sono anche io, e non vi libererete di me.

A parlare sarebbe sempre l’arte.

Continueranno a dire che siamo tutto fumo.

                                          Sì, il miglior Fumo sulla piazza.

15 Settembre 2021 | La redazione di Fumo

Illustrazione di Giulia Biasini